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A.R.P.A.I. è nata dal Comitato Italiano World Monuments Fund; il nome attuale è stato assunto nell’anno 2000. Un compito non facile, che comporta oltre all’associare persone che hanno sensibilità per questo impegno, una serie di oneri: istruire pratiche, programmare interventi e sorvegliare ogni momento delle varie operazioni e, infine, trovare i mezzi per realizzare i restauri. I progetti presentati sono previamente vagliati o redatti dalle Soprintendenze regionali competenti e devono essere corredati da preventivi di spesa. Come siamo attenti nel gestire le donazioni che costituiscono il nostro fondo d’intervento, per evitare sprechi inutili, con altrettanta cura e con la collaborazione del nostro Comitato Scientifico, composto da esperti e docenti di varie Università e Istituti, vagliamo le numerose proposte d’intervento prima di sottoporle alla delibera del Consiglio Direttivo che viene eletto dall’Assemblea dei Soci conferendogli pieni poteri decisionali sulle scelte dei restauri. Il nostro obiettivo è principalmente quello di salvare opere “in pericolo” per la loro conservazione e, nella storia di A.R.P.A.I., ci sono stati alcuni casi di “estremo pericolo”: senza il nostro intervento avrebbero avuto un destino tragico. Per la logica di concentrare le forze e contribuire efficacemente alla sua conservazione per le future generazioni si è scelto di operare unicamente entro i confini nazionali e di attirare l’attenzione e il contributo anche di Soci di altri paesi poiché, se il Patrimonio italiano è riconosciuto come il più vasto e diversificato al mondo, esso è Patrimonio dell’Umanità e capitolo inderogabile della Civiltà del Mondo. Questa inestimabile ma fragile ricchezza ha sofferto per gli insulti del tempo e per l’incuria, ma fortunatamente, negli anni più recenti, è maturata la convinzione che la sua conservazione non sia più compito esclusivo dello Stato e dell’Amministrazione pubblica ma bensì dei singoli cittadini, delle imprese, delle fondazioni e associazioni nate per questo scopo. I risultati hanno prodotto un importante effetto educativo che, pur non previsto come focus principale, stiamo oggi perseguendo, quasi fosse scopo primario della nostra azione: diffondere nei più larghi strati della società e soprattutto tra i giovani il senso di responsabilità nei confronti del patrimonio culturale. E’ quindi fondamentale che tutti coloro che sono sensibili a questo richiamo si alleino e diffondano questo messaggio presso i giovani, che in futuro avranno il compito di completare e perseguire questi obiettivi. Paolo Marzotto |






