A.R.P.A.I. è nata dal Comitato Italiano World Monuments Fund; il nome attuale è stato assunto nell’anno 2000.
Opera per la salvaguardia del Patrimonio dal 1989 e finora ha finanziato, direttamente o con il contributo di sostenitori esterni all’Associazione, un complesso di oltre 145 restauri di dipinti, architetture, sculture, oreficerie, libri e ceramiche, manufatti e monumenti archeologici, che fanno parte del Patrimonio artistico italiano.

Un compito non facile, che comporta oltre all’associare persone che hanno sensibilità per questo impegno, una serie di oneri: istruire pratiche, programmare interventi e sorvegliare ogni momento delle varie operazioni e, infine, trovare i mezzi per realizzare i restauri.
Le proposte provengono dagli enti proprietari, direzioni di musei, chiese, istituti, che forniscono la documentazione richiesta ad A.R.P.A.I.; le opere devono essere collocate  ed esposte in luoghi  normalmente visitabili dal pubblico.

I progetti presentati sono previamente vagliati o redatti dalle Soprintendenze regionali competenti e devono essere corredati da preventivi di spesa.
Le Soprintendenze preposte alle diverse aree studiano i progetti d’intervento, propongono le analisi preliminari,  indicano i metodi operativi e la scelta dei materiali e garantiscono la sorveglianza sugli operatori scelti per i restauri.

Come siamo attenti nel gestire le donazioni che costituiscono il nostro fondo d’intervento, per evitare sprechi inutili, con altrettanta cura e con la collaborazione del nostro Comitato Scientifico, composto da esperti e docenti di varie Università e Istituti, vagliamo le numerose proposte d’intervento prima di sottoporle alla delibera del Consiglio Direttivo che viene eletto dall’Assemblea dei Soci conferendogli pieni poteri decisionali sulle scelte dei restauri.

Il nostro obiettivo è principalmente quello di salvare opere “in pericolo” per la loro conservazione e, nella storia di A.R.P.A.I., ci sono stati alcuni casi di “estremo pericolo”:  senza il nostro intervento avrebbero avuto un destino tragico.

Per la logica di concentrare le forze e contribuire efficacemente alla sua conservazione per le future generazioni si è scelto di operare unicamente entro i confini nazionali e di attirare l’attenzione e il contributo anche di Soci di altri paesi poiché, se il Patrimonio italiano è riconosciuto come il più vasto e diversificato al mondo, esso è Patrimonio dell’Umanità e capitolo inderogabile della Civiltà del Mondo.

Questa inestimabile ma fragile ricchezza ha sofferto per gli insulti del tempo e per l’incuria, ma fortunatamente, negli anni più recenti, è maturata la convinzione che la sua conservazione non sia più compito esclusivo dello Stato e dell’Amministrazione pubblica ma bensì dei singoli cittadini, delle imprese, delle fondazioni e associazioni nate per questo scopo.

I risultati hanno prodotto un importante effetto educativo che, pur non previsto come focus principale, stiamo oggi perseguendo, quasi fosse scopo primario della nostra azione: diffondere nei più larghi strati della società e soprattutto tra i giovani il senso di responsabilità nei confronti del patrimonio culturale.

E’ quindi fondamentale che tutti coloro che sono sensibili a questo richiamo si alleino e diffondano questo messaggio presso i giovani, che in futuro avranno il compito di completare e perseguire questi obiettivi.

Paolo Marzotto
Presidente di A.R.P.A.I.