Un’opera che costituisce un documento di assoluto interesse per la storia della pittura toscana del Duecento: si tratta della grande Croce dipinta già attribuita da alcuni insigni studiosi (Sirèn, Toesca, Lazareff ed Hermanin) a Berlinghiero Berlinghieri – grande personalità della pittura a Lucca, a capo di una famiglia di pittori e di una scuola la cui influenza si fece sentire anche a Pisa e Firenze – e dalla Sandberg Vavalà e da Garrison collegata al figlio più noto di questo maestro, Bonaventura, o a suoi collaboratori.
Dell’opera, datata da questi due ultimi studiosi fra il 1260 e il 1270, si conosce la provenienza, il demolito Oratorio di San Donnino di
Lucca.
Siamo certi che dallo studio storico-artistico dell’opera e dal suo restauro scaturiranno ulteriori elementidi conoscenza di quella importante produzione artistica sviluppatasi nella Lucca del ‘200, e ci anima il piacere di cui godranno i futuri visitatori italiani e stranieri della Galleria Nazionale, che, nellasala I del percorso, potranno ammirare, oltre ad una preziosa icona romana del XII secolo, propriol’interessantissimo confronto fra la Croce lucchese e le altre due rispettivamente del Maestro del Bigallo, fiorentino, e di Simeone e Machilone , spoletini.
Si potrà quindi offrire una rappresentazione sintetica ma efficace della storia della pittura di pocoprecedente e anche contemporanea alle attività di Giunta Pisano e di Cimabue, propedeutica per ivisitatori della Galleria Nazionale, romani e non, alla conoscenza di altri musei e luoghi monumentali.
Il nostro obiettivo è principalmente quello di salvare opere “in pericolo” per la loro conservazione e, nella storia di A.R.P.A.I., ci sono stati alcuni casi di “estremo pericolo”: senza il nostro intervento avrebbero avuto un destino tragico..
Paolo Marzotto
Presidente ARPAI
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