Restauro pittorico
Opera:
Paliotto d’altare, L’incredulità di San Tommaso, 1482 ca., tempera su tavola (94 x 233 cm)
Autore:
attr. Bottega di Bernardo di Stefano Rosselli
Provenienza dell’opera:
commissionata per la collocazione attuale
Direzione dei Lavori:
Monica Bietti della Soprintendenza pei i Beni Artistici e Storici di Firenze, Pistoia e Prato e Fiorenza Scalia, Direttore dei Musei e del Patrimonio Artistico del Comune di Firenze.
Il restauro è stato eseguito da Luisella Pennucci e Umberto Saba Dezzi s.n.c. di Firenze.
Documentazione fotografica:
Antonio Quattrone, Quattrone Photo Snc. di Firenze
NOTE STORICHE E SUL RESTAURO
L’arredo delle numerose cappelle della chiesa brunelleschiana veniva indicato dall’architetto stesso, un altare con un paliotto dipinto a imitazione di un tessuto damascato o ricamato, una pala d’altare composta da un’unica tavola con cornice dorata e finemente intagliata.
Il paliotto raffigurante L’incredulità di San Tommaso, appartiene alla cappella fondata da Tommaso Corbinelli, la prima nella chiesa ad essere fondata. Mentre il soggetto del tondo centrale fa riferimento al patrono del committente, il motivo delle colombe sullo sfondo, sono un chiaro richiamo al titolo della chiesa. Le quattro cappelle fondate dalla famiglia Corbinelli a Santo Spirito, furono decorate da un gruppo di artisti tra i quali Cosimo Rosselli, suo cugino Bernardo di Stefano Rosselli e i fratelli Donnino e Agnolo di Domenico del Mazziere. L’intervento di restauro è consistito nella disinfestazione del supporto ligneo e nella riparazione della carpenteria. La successiva pulitura delle superfici pittoriche è risultata particolarmente complessa e delicata data l’estensione delle lacune e delle numerose abrasioni e la particolare resistenza ai solventi delle materie estranee indurite . Il grado e la natura dell’integrazione pittorica sono stati valutati secondo le differenti condizioni e necessità del caso.
Note sul restauro dalla documentazione fornita da: Archivio A.R.P.A.I.
Il nostro obiettivo è principalmente quello di salvare opere “in pericolo” per la loro conservazione e, nella storia di A.R.P.A.I., ci sono stati alcuni casi di “estremo pericolo”: senza il nostro intervento avrebbero avuto un destino tragico..
Paolo Marzotto
Presidente ARPAI
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