Analisi diagnostiche preliminari al restauro degli affreschi e degli stucchi del soffitto
Documentazione fotografica:
Stephen Eddy, Archivio A.R.P.A.I.
NOTE STORICHE E SUL RESTAURO
ARTICOLI
Per lo studio sullo stato di conservazione degli affreschi e degli stucchi del soffitto dell’Appartamento dei Pianeti, eseguiti tra il 1641 e il 1665 da Pietro da Cortona e Ciro Ferri, è stata fatta l’analisi del microclima e l’indagine all’infrarosso termico da parte della Syremont S.p.A. e dell’ENEA nell’arco di un intero anno (dicembre 1992-novembre 1993) finalizzate alla realizzazione di un corretto ed articolato programma di restauro a cura dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze.
La decorazione delle cinque sale della Galleria Palatina rappresenta di fatto la tappa cruciale fra i grandi progetti decorativi del XVII secolo nell’ambito del barocco internazionale.
Il primo progetto realizzato da Pietro da Cortona (1596-1669) in Palazzo Pitti a Firenze fu l’esecuzione degli affreschi nella piccola sala nota come Sala della Stufa. Fu certamente l’eccezionale successo di questi lavori a convincere il Granduca Ferdinando II ad assicurarsi i servigi dell’artista anche per la decorazione delle sale delle udienze negli appartamenti ducali, una sequenza di cinque sale sul lato orientale del piano nobile del palazzo. Venne così realizzato, nonostante le difficoltà politiche e personali incontrate durante il progetto, un ciclo decorativo che rappresenta certamente uno degli esempi maggiormente riusciti del Barocco italiano ed in cui la ricchezza degli effetti raggiunta dagli affreschi si sposa perfettamente con gli stucchi che li accompagnano. La decorazione degli Appartamenti dei Pianeti, nome con cui queste stanze sono conosciute, fu iniziata da Pietro da Cortona nel 1641, con la Sala di Venere e continuata con le Sale di Giove, di Marte, di Apollo. L’artista lasciò definitivamente Firenze nel 1647 ed il suo allievo e aiuto Ciro Ferri completò i lavori nella Sala di Apollo ed eseguì, fra il 1663 e il 1665, la decorazione della Sala di Saturno.
Il ciclo decorativo rappresenta l’educazione del Principe ideale, il suo valore e il suo comportamento virtuoso, per cui sarà giustamente onorato ed infine premiato con l’apoteosi. Nella Sala di Venere un giovane principe è strappato dal grembo di Venere da Minerva e portato da Ercole per la sua educazione; nella Sala di Apollo egli viene istruito nelle arti; nella Sala di Marte trionfa nell’attività guerresca; nella Sala di Giove viene incoronato dalla stessa divinità (questa era la sala del trono) e nella Sala di Saturno assistiamo alla sua apoteosi. Nello stravagante tour de force di questa decorazione, Pietro da Cortona dimostra la sua vasta esperienza delle invenzioni di Giulio Romano e di Annibale Carracci, nonché il vivo ricordo delle maestose decorazioni dei soffitti veneziani. l’Appartamento dei Pianeti rappresenta di fatto la tappa cruciale fra i grandi progetti decorativi del XVI secolo ed il barocco internazionale, stile che caratterizzerà le imprese decorative delle residenze aristocratiche di tutta Europa e che avrà la sua massima espressione a Versailles.
Le analisi conoscitive a Palazzo Pitti, oltre che fornire una dettagliata documentazione dello stato di conservazione degli affreschi e degli stucchi, sono volte a conoscere le ragioni del fenomeno dei “botticcioli”, cioè di quelle cadute di innumerevoli piccoli coni di intonaco e del risultante degrado della superficie pittorica.
Il sopralluogo è stato effettuato nella Sala di Giove dove, nell’angolo a destra, opposto alla finestra, era stato posto un elevatore con piattaforma. Esso ha consentito di osservare la superficie pittorica di due lunette che si presentava scurita, con cadute lenticolari della stessa. Esse sono visibili dal basso come punti bianchi. Questo inconveniente è rilevabile in molte parti delle altre superfici affrescate, ed in altre sale, decorate dallo stesso autore.
Note storiche tratte dalla documentazione fornita da: Archivio A.R.P.A.I.
Note sul restauro dalla documentazione fornita da: Paolo L. Parrini, Syremont, Archivio A.R.P.A.I.
Il nostro obiettivo è principalmente quello di salvare opere “in pericolo” per la loro conservazione e, nella storia di A.R.P.A.I., ci sono stati alcuni casi di “estremo pericolo”: senza il nostro intervento avrebbero avuto un destino tragico..
Paolo Marzotto
Presidente ARPAI
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